Alluminio su marte

Alluminio su Marte

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È il pianeta più vicino alla terra e quello che conosciamo meglio del sistema solare. Marte, il pianeta rosso è al centro di numerose missioni spaziali e nell’ultimo periodo ha conosciuto un picco di interesse grazie a nuove scoperte e avanzamenti tecnologici, tanto da far sognare la possibilità di mandare esseri umani sulla sua superficie.

Dalle prime missioni fino a ExoMars, che prevedeva l’invio di un rover a luglio, ed è stata rinviata a settembre 2022, percorriamo insieme la storia della corsa verso il Pianeta rosso e perché l’alluminio occupa una parte importante.

Le missioni

La prima missione sorvolò il pianeta rosso nel luglio del 1965 grazie a un gruppo di americani, ma la prima volta che la Nasa toccò il suolo di Marte fu nell’estate del 1975.

Quando negli anni ’90 la Nasa riprese le missioni marziane con grande successo gli scienziati riuscirono a raccogliere numerosi dati.

Nel 2016 fu inviato su Marte il lander Schiaparelli per un test di atterraggio. Con 240 cm di diametro per 600 kg di peso atterrò su Marte dopo 9 mesi, faceva parte della prima delle due fasi che compongono la missione ExoMars. La sua struttura era in alluminio e fibra di carbonio.

Così come il Rover Perseverance, successore di Curiosity e utilizzato per la prossima missione, ha una struttura realizzata in alluminio aeronautico, così come le ruote di diametro maggiore e realizzare in alluminio più spesso mentre i raggi della ruota sono in titanio

Il suolo

Le missioni Vikings permisero di conoscere la composizione della superficie marziana. La composizione delle porzioni di terreno analizzato rivelò la presenza di silicio e ferro in grande percentuale, ma anche di magnesio, alluminio, calcio, cloro e zolfo.

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