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Bauxite: la roccia madre dell’alluminio

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La Bauxite può essere definita la roccia madre dell’alluminio perché è ricca di allumina e ossidi di alluminio. Inoltre è la principale fonte per produrre alluminio a livello industriale. In natura esistono altre fonti teoricamente utilizzabili per produrre alluminio, come ad esempio il corindone, che nelle sue varietà più pregiate si presenta in forma di rubino o zaffiro: ma per ragioni varie, principalmente di tipo economico, è sempre stata preferita la Bauxite. Oggi, oltre alla Bauxite, la principale fonte per ricavare alluminio è il riciclaggio che permette di produrre alluminio secondario, del tutto identico all’alluminio ricavato dalla Bauxite.

Una roccia piena di storia e di sorprese

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Bauxite
La Bauxite prende il nome dal paese di Les Baux-de-Provence, un piccolo comune nei pressi di Avignone, dove nel 1822 sono state aperte le prime cave.

Benché la Bauxite pura sia di colore bianco, in natura si trova con colorazioni diverse che vanno dal biancastro, giallo, giallo-rossastro, fino al rosso, rosso-bruno e al bruno-azzurro. Ciò accade perché la Bauxite è una roccia composta principalmente dalla Gibbsite, che è di colore giallastro, e dalla Boehmite, che si presenta solitamente in cristalli bianco grigi, le quali, unite ad altri idrossidi di alluminio, sostanze amorfe e prodotti argillosi, conferiscono alla Bauxite le sue varie colorazioni.

I giacimenti di Bauxite hanno due aspetti differenti. La Bauxite si trova all’interno di cavità che hanno l’aspetto di imbuti e pozzi, oppure la si trova in masse rocciose a contatto con rocce eruttive come granito e basalto. Per questa ragione i giacimenti di Bauxite sono di solito a cielo aperto: attualmente, l’attività estrattiva è preceduta da studi volti a ridurre l’impatto ambientale, con progetti di riqualificazione dell’area una volta che l’attività estrattiva sia conclusa.

La Bauxite nel mondo

Secondo una statistica di qualche anno fa, i principali produttori mondiali di Bauxite sono nell’ordine Australia, Cina, Brasile, India, Guinea e Giamaica. È stato calcolato che le riserve di Bauxite esistenti sul pianeta consentirebbero di produrre alluminio ai ritmi attuali per altri 3000 anni. Pur non esistendo problemi di esaurimento di questa preziosa fonte, il processo necessario per produrre l’alluminio dalla Bauxite è estremamente oneroso dal punto di vista energetico e si fa quindi ricorso con sempre maggiore frequenza alla pratica del recupero di alluminio attraverso il riciclaggio.

La Bauxite in Italia. Giacimenti e meraviglie naturali

La scoperta della Bauxite in Italia è dovuta al geologo francese J.A. Meissonnier che nell’Ottocento ne osservò la presenza in territorio abruzzese. I primi studi sulla Bauxite in Italia sono invece dovuti a Mario Cassetti che fu autore di uno studio sistematico, intitolato La Bauxite in Italia, pubblicato nel 1901.

La produzione attuale di Bauxite in Italia è quasi nulla, ma nel passato sono stati scoperti e parzialmente sfruttati giacimenti nell’Appennino centrale, dove sono distribuiti nel Matese, nella Marsica, nella Valle del Liri e a Monte Velino, e in Sardegna.

In Italia l’estrazione della Bauxite non ha prodotto danni ambientali, anzi, in qualche caso ha dato vita, con il passare degli anni, a vere e proprie meraviglie naturali, come il Lago Rosso di Otranto.

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Lago rosso di Otranto, Puglia

Nell’entroterra salentino, vicino a Monte Sant’Angelo, venne scoperto un giacimento di Bauxite, sfruttato fra il 1940 e il 1976. Dopo l’abbandono della cava, a causa delle infiltrazioni d’acqua provenienti dalle rocce carsiche che caratterizzano il territorio, si è formato un piccolo lago la cui acqua ha assunto un colore verde intenso, dovuto ai residui di Bauxite. Sulle sponde del lago le rocce di Bauxite presentano invece un colore rosso cupo, che mette ancora più in risalto il colore delle acque del lago e il verde della vegetazione.

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