lattine di alluminio

La lattina di alluminio per bevande: storia e curiosità

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La lattina è un contenitore ermetico non richiudibile. Il nome italiano deriva dal materiale con cui furono costruite le prime lattine, la latta, una lamina di ferro su cui viene depositato un sottile strato di stagno. Le prime lattine in alluminio furono prodotte nel 1957 ed ebbero subito grande diffusione perché l’alluminio è un materiale più malleabile, leggero ed economico.

Le prime lattine per bevande

La prima bevanda in lattina fu la birra. Le prime lattine di birra, fabbricate in latta, furono messe in commercio a Richmond, in Virginia negli anni Trenta del Novecento. In precedenza, tutti gli esperimenti erano falliti, per due ragioni:

  • a contatto con il liquido il metallo rilasciava sostanze nella birra che nel breve periodo ne alteravano il sapore, oltre che essere dannose per la salute;
  • l’anidride carbonica in eccesso poteva gonfiare il volume del contenuto fino a far scoppiare la lattina.

Dopo molti tentativi la soluzione fu trovata dalla Gottfried Krueger Brewery che il 24 gennaio del 1935 mise in commercio le prime birre in lattina: il nuovo contenitore era sempre di latta, ma non esplodeva e il sapore della birra rimaneva inalterato, come fu confermato da un gruppo di buongustai incaricati di esprimere un giudizio.

Il successo della lattina per bevande fu completato dalla sostituzione della latta con l’alluminio: materiale dalle proprietà uniche che consente alle semplici lattine di trasformarsi in oggetti iconici e assecondare i progressi del design e della tecnologia.

Nel mondo vengono prodotte annualmente oltre 180 miliardi di lattine all’anno. Se calcoliamo per ognuna di esse l’altezza standard di 12 cm si potrebbe coprire la distanza fra la terra e la luna con la produzione di una settimana.

Forma e caratteristiche della lattina in alluminio

La lattina di alluminio utilizzata per le bibite è composta da due soli pezzi: il corpo cilindrico e il fondo si ottengono tramite imbutitura, il coperchio stampato è invece applicato tramite aggraffatura.

Uno degli immediati vantaggi dell’introduzione dell’alluminio è la riduzione dello spessore. Oggi una lattina è spessa un decimo di millimetro, quanto un foglio di carta, e può reggere alla pressione di 6 atmosfere.

Nel corso degli anni, le lattine hanno subito diverse modifiche, a partire dal sistema di apertura. In origine, la sommità era completamente ermetica e per aprirla c’era bisogno di praticare un buco servendosi di un punteruolo! Agli inizi degli anni Sessanta venne introdotta l’apertura a linguetta verso l’esterno. L’apertura a pressione verso l’interno, più sicura, comparve invece nelle lattine della Pepsi Cola negli anni Settanta. Un’altra innovazione significativa, risalente al 1975, è invece la linguetta che resta attaccata alla lattina, più ecologica, perché quelle precedenti, rimovibili, avevano un impatto ambientale molto negativo.

La forma della lattina è studiata nei minimi particolari ed è soggetta a continue trasformazioni. È cilindrica perché è un eccellente compromesso fra l’esigenza di economizzare spazio nei container e salvare l’ergonomia. La forma rettangolare consentirebbe infatti un perfetto impilamento, ma sarebbe estremamente scomoda da maneggiare. La linguetta, invece, è stata studiata per facilitare l’apertura senza occupare spazio. La parte inferiore concava, infine, è un geniale espediente per distribuire meglio il peso senza utilizzare più materiale per rinforzare le estremità della lattina.

Lattine e design: un’evoluzione continua

lattina alluminio Sleek can, lattina elegante. Il nuovo design della lattina più snello e slanciato, è stato introdotto in Francia nel 2005. La ragione di questo cambiamento nasce dall’esigenza di mantenere inalterato il contenuto (33 cl) rendendo la forma più ergonomica e piacevole: da 11,5 centimetri di altezza a 14,50 cm con un restringimento del diametro di circa un centimetro. Questo stile è stato scelto per la nuova lattina di Coca Cola, Fanta e Sprite ed è stato probabilmente imposto dalla moda crescente degli energy drink che da sempre sono distribuiti in lattine strette e lunghe. Per non deludere le attese dei fan e dei consumatori abituali, il vecchio formato continua, tuttavia, a esistere.

Per non essere da meno della sua storica rivale, anche la Pepsi ha rivolto grande attenzione alle lattine. Ad esempio nel 2015, è stato lanciato un concorso, rivolto ai giovani designer, per dare nuova forma e una veste più originale all’aspetto esterno della lattina, destinata a trasformarsi da banale contenitore a oggetto iconico.

La sfida della creatività a nostro parere è stata vinta da Budweiser, la celebre birra americana. La nuova lattina presenta un design tanto sorprendente quanto innovativo: restringendosi nella parte centrale, la lattina assume una forma a farfalla, ricordando il logo del celebre brand. L’obiettivo è stupire, distinguersi in un mercato affollato, puntando sul contenitore e non solo sul contenuto.

Anche nel particolare settore del packaging, l’alluminio si conferma materiale duttile per eccellenza, che consente ai progettisti e ai designer di tutto il mondo di dare forme sempre nuove e sorprendenti a quelle che un tempo erano le semplici lattine.

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