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La placca dei Pioneer: l’alluminio nello spazio

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L’alluminio è un materiale durevole, resistente alle intemperie e agli agenti chimici: se adeguatamente trattato, può mantenersi inalterato nel tempo. Proprio per queste sue caratteristiche è stato il materiale prescelto per realizzare la placca dei Pioneer, una sorta di infografica capace di trasportare nello spazio un messaggio che descrive a possibili intelligenze aliene la razza umana e la sua pozione nell’universo.

Le origini della placca dei Pioneer

Nel 1972 e nel 1973 vennero lanciate nello spazio le sonde americane Pioneer 10 e Pioneer 11: si tratta dei primi manufatti umani progettati per uscire dal nostro sistema solare. Entrambe hanno affissa alla fiancata una placca in alluminio anodizzata con oro, che contiene informazioni sugli esseri umani, sul nostro sistema solare, sul pianeta terra, nella speranza che un giorno possa essere letta da destinatari di altri mondi.

L’idea venne concepita da Eric Burgess, giornalista esperto di scienze spaziali, durante una visita al centro spaziale di Pasadena. Carl Sagan e Frank Drake, pionieri della ricerca di segnali di intelligenze extraterrestri, furono entusiasti dell’idea. Nel giro di tre settimane e con il supporto della NASA, il messaggio venne concepito e l’infografica venne disegnata da Linda Saltzmann, moglie di Sagan.

Il significato delle illustrazioni

Lo scopo principale della placca era creare una comunicazione con gli alieni. Le illustrazioni furono studiate per essere comprensibili a un alieno dotato di conoscenze scientifiche assimilabili a quelle dei terrestri. L’unità di misura per comprendere le grandezze indicate sulla placca corrisponde alla lunghezza di 21 centimetri, che è la lunghezza d’onda della radiazione emessa in una transizione iperfine di idrogeno, l’elemento che si trova con maggiore abbondanza nell’universo.

Sulla placca si trova anche una rappresentazione di due esseri umani, uomo e donna, accanto al profilo della sonda Pioneer, per dare un’idea della scala di grandezza. La mano dell’uomo è sollevata in un cenno di saluto, utile peraltro a mostrare le giunture dei nostri arti e il pollice opponibile.

Alla sinistra delle figure umane, sono indicate 14 pulsar: il tempo cosmico e la traiettoria del veicolo spaziale possono essere dedotte perché le lunghezze delle linee che puntano in direzione delle pulsar varia in proporzione dalla loro distanza dal Sole.

Un viaggio che continua

Le due sonde uscirono dal sistema solare negli anni Novanta, dirette verso la costellazione del Toro e quella del Sagittario. Viaggiano nello spazio portando con sé un’infografica davvero speciale: un prodotto dell’intelligenza umana che si sforza di parlare a intelligenze aliene e che per questo scopo adotta le immagini come segno comunicativo.

L’alluminio anodizzato con oro è il materiale nobile a cui è affidato questo messaggio, che trasmette a intelligenze che forse abitano nei mondi più lontani un’idea della nostra umanità.

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